Ancora un po’, solo un altro po’.
(Fonte: denofopulence)
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Tammam Azzam, Freedom graffiti
The Kiss by Klimt painted on the remains of a building hit by bombs and bullets.
(via ze-violet)
Pensieri allo stato brodo.
(Fonte: dormio, via biancaneveccp)
Oggi, quando mamma è tornata, ero nervosa. Ma stavo in camera mia zitta zitta, non disturbavo nessuno, per i fatti miei a bollire. Ad un certo punto mi chiama, con tono inconfondibile, quel tono che usa in occasioni ben precise: “mi hanno detto che tu…*inserisci azione proibita svolta in segreto*….”; “ti avevo lasciato ics euro per…*inserisci commissione del cazzo a cui dovrebbe pensare lei*..; “perché hai risposto male al babbo, ma come ti s’è abituato noi?!? zingara che sei.”. Tono da umiliazione che sta per essermi inflitta. Mi preparavo a lottare, e invece mi sorprende, nonostante anche i gesti non lasciassero speranze in merito al suo intervento (poi uno si chiede perché anche a un -come stai?- rispondo -non sono stata io-): si mette in posizione e parte a raccontarmi una storia piena di pathos senza fare una pausa, di un suo paziente originario di Torino (di mestiere navigante) che insieme alla moglie si è trasferito in Sicilia dove vive ormai da anni, lasciando un buon lavoro per arrangiarsi nella terra più ostica che ci sia. Senza rimpianti. [Necessario precisare che mia mamma non è di qui, viene dagli appennini, e ogni volta che le capita qualcosa di spiacevole (dal battibecco con mio padre alla caduta rovinosa in strada, dal tamponamento da lei causato allo smarrimento del pacchetto di MS -per lei, è sempre un furto-), inveisce scomodando la Maremma suina e lanciando i peggiori anatemi contro i siciliani]. Continua. Dice che mentre il paziente di Torino raccontava la sua storia, lei lo ha interrotto chiedendo cosa mai possa averlo convinto a trasferirsi qui, e sono sicura è stata una domanda grondante “cazzo sei, scemo?”. Questo signore, di mestiere navigante, ha viaggiato e visto le meraviglie del mondo; ma niente, in assoluto, NIENTE, lo ha fatto innamorare come l’alba vista sull’Etna, da Rifugio Citelli. Gli è bastato questo per mollare Torino e stabilirsi per sempre qui. Coraggio dignitoso e sana impulsività. Mia madre, insomma, mi ha fatto scendere giù tutta incazzosa per chiedere: “ma com’è quest’alba vista dal rifugio? Varrà la pena alzarsi alle 4? Mi ci devi portare.”. Anche lei vuole vederla e rincarare di importanza la ragione per stare qui. Evidentemente figli+casa+famiglia+tutto quanto = non bastano, gimme five!! A me il nervoso è in buona parte passato, lei con la sua ingenua ma acutissima semplicità mi ha riportato con i piedi per terra; tutti, in fondo, si deve trovare una ragione.
Legit teacher
br. bechner moments
Mr Feeney is literally my hero
Verità e tristezza insieme.
(Fonte: boymeetsworldgirlmeetsworld)
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Per rovinarvi la giornata, vi ricordo che questa gente (e lo sapete che esiste, anche se questo è probabilmente fake) ha il diritto di voto.
classe: anche loro probabilmente facevano fatica con l’italiano. Mio nonno contadino, pure; ma aveva molta più genuinità e disinteressata intelligenza (e quindi diritto cerebrale al voto) del laureato medio della bocconi.
E finiamola con ‘sto snobismo intellettuale piccolo-borghese: va bene sul FQ o sul Post, tra compagn* io direi che potremmo fare uno sforzo in più.
Chi ha problemi con la lettura e la scrittura tende ad assumere informazioni per la maggior parte per via televisiva (trasmissione orale di massa, in mancanza di un tessuto e contesto sociale - la piazza del paese, le discussioni di politica dal barbiere, al bar, alla sede del partito - che si è andato sempre più perdendo negli anni) e sappiamo bene in che mani è la televisione attualmente.
L’ignoranza facilita il controllo ed è uno degli strumenti del potere per mantenere lo status quo - non è un caso se storicamente tutti i movimenti di sinistra hanno cercato di educare le masse (con metodi e risultati a volte discutibili), mentre le destre di distruggere la scuola e l’idea stessa di istruzione.
Quindi, riassumendo, il problema non è che scrivono male, il problema è che se scrivono male molto probabilmente significa che conoscono i fatti del mondo solo attraverso la narrazione che ne danno i TG. E votano di conseguenza.
Attenzione! Perché hanno diritto al voto e facoltà di esprimersi anche Tizi convinti che non siano le persone come il capocandiere responsabili del risultato elettorale: la colpa è della “mancanza di valida offerta politica” di chi ha perso. [skantaloso che adesso, sempre i Tizi, seguano lo stile propagandistico dei programmi di barbara d’urso per racimolare voti alle elezioni locali. Questo per darvi uno spaccato di attualità siciliana http://emaness.tumblr.com/post/50285764676/chiudete-tutto].
Io quoto misantropo, pur condividendo classe (genuinità e disinteressata intelligenza hanno più valore del criterio anagrafico). In chiusura: da abbattere è, ovviamente, il laureato medio della bocconi.
(Fonte: muoro)
Siamo nel 60esimo anniversario della scoperta del DNA, la famosa doppia elica teorizzata da Watson e Crick.
Ora tutti conoscono il nome dei due scienziati, ma pochi sanno che il modello da loro teorizzato (e tutt’ora in uso) fu possibile anche grazie al prezioso lavoro della ricercatrice Rosalind…
Ho elementi a sufficienza per poter affermare che un rapporto al miele tra madre e figlia è, se non il Male assoluto, sicuramente la sua origine. Con rapporto “al miele” intendo una perversione familiare basata sulla complicità e l’ammmore sbandierato senza vergogna [vedi: (titolo italiano) Una Mamma per Amica. Come si può notare, è tale il disprezzo da non stimolare nemmeno lo sforzo di aprire una nuova finestra e googlare il titolo originale. Comunque.] Se siete persone sagge, intelligenti, per nulla abituate a generare pregiudizi senza prima conoscere l’oggetto, realmente interessate a costruire relazioni sane, ecco: riponete le armi e ascoltatemi, vi farò risparmiare tempo e indignazione. Le ragazze (perché di femmine parlo; i maschi con il rapporto al miele si articolano in ben altre sotto-categorie) che con la mamma hanno un legame così splendido da rendere usuali espressioni come “mamy”, “la mamma più bella del mondo”, “la amo”, “la mia vita” (declinate nei molteplici dialetti), fino al disgustoso uso del nome proprio, queste ragazze, dicevo, sono destinate alla digi-evoluzione in minchie morte. La Minchia Morta è la femmina da compagnia per antonomasia. La sempre-priva di carattere, il riflesso di una donnina anni ‘50 nel migliore dei casi, l’imitazione del nuovo millennio della genitrice. Se la figlia è Minchia Morta, la madre come vuoi che sia? Quindi è un tratto genetico, una maledizione inarrestabile. Difficilissimo spezzare la catena. Soffermandoci un attimo sulla figura della madre, e ponendo l’inevitabile effetto clonazione, possiamo affermare che tale la madre->tale la figlia: se la prima è una donna devota e casereccia, così sarà la seconda; se la prima è una stronza bastarda sotto un’apparenza di rispettabilità, così la seconda; se una è Cosima l’altra è Sabrina; se la madre è bagascia, idem la figlia, e così via. Com’è possibile un copia-incolla così esatto? Grazie al “rapporto al miele”. Vengono replicati senza soluzione di continuità anche i tratti nascosti, sconosciuti ai congiunti e persino ai soggetti stessi. La clonazione è totale, assoluta, investe in pieno ogni micro aspetto del carattere; è anche, soprattutto, modulata sull’intensità del rapporto. Mi spiego: più intenso è il legame tra zavorra1 e zavorra2, più ci si avvicina al risultato della pecora Dolly. Perché zavorre? Cazzi del capo famiglia. Che muore, lentamente (da qui l’espressione Minchia “morta”, perché da lei si propaga lutto).
Non se ne esce, punto.
Quando incontrate una così e sapete abbastanza da poter riconoscere senza incertezze il rapporto al miele, prendete le vostre cose e andate via.
Madre e figlia sono nemici naturali. La più anziana, su ordine dell’Universo, DEVE essere la nemesi dell’altra, e viceversa. Ogni grado di allontanamento da questo stato rappresenta un pericoloso disequilibrio. Spezzate la catena, interrompete gli accoppiamenti!